Neon DesignGeorges Claude e la rivoluzione del neon negli Stati Uniti
Georges Claude e la rivoluzione del neon negli Stati Uniti

Georges Claude e la rivoluzione del neon negli Stati Uniti

Uno degli artefici chiave del destino del neon fu Georges Claude. Nato a Parigi nel 1870, fu istruito interamente da suo padre prima di frequentare la prestigiosa Scuola di Fisica Industriale e Chimica di Parigi. Dopo aver cercato per alcuni anni un metodo economico per produrre ossigeno per gli ospedali, la sua scoperta del metodo di liquefazione dell’aria nel 1902 gli valse fortuna e notorietà, portando alla fondazione della società Air Liquide, oggi una multinazionale. Claude, già noto per le sue ricerche, iniziò a produrre quantità significative di gas rari, tra cui il neon. Intrigato dalle potenzialità commerciali di questo gas, Claude intraprese sperimentazioni che lo portarono a scoprire le proprietà cromatiche, come il rosso del neon e il blu dell’argon.

Xavier TESTELIN

Claude, con la collaborazione di Jacques Fonseque, presentò nel 1910 la prima insegna commerciale a tubo luminoso al Grande Palais di Parigi, introducendo tubi di vetro cavi di varie lunghezze. L’innovativo utilizzo del neon nelle insegne pubblicitarie prese forma nel 1912, quando Fonseque vendette la prima insegna al neon al mondo a un barbiere a Parigi. L’anno successivo, Parigi fu illuminata da insegne al neon rosse e blu, combinazione nota come “les couleurs Opèra”.

Parigi i primi tubi a neon

Nel 1923, l’attraversamento dell’Atlantico da parte dei primi tubi al neon segnò un capitolo significativo nella storia luminosa. Jacques Fonsèque, collaboratore degli Etablissements Paz e Silva, giocò un ruolo cruciale nel facilitare questo trasferimento transoceanico. Durante una visita alle fabbriche di Claude Lumière nella regione di Parigi, Fonsèque catturò l’attenzione di Earle C. Anthony, un concessionario automobilistico di Los Angeles. La trattativa si concluse con l’importazione di due insegne, al costo di $1.250.

insegna packard neon

La diffusione commerciale del Neon

Queste insegne, costituite da lettere arancioni dal bordo blu, caratterizzate dallo stile “color Opéra” e recanti il nome del costruttore “Packard”, ebbero un impatto straordinario. Il successo fu tale da causare persino problemi di traffico, poiché una folla di automobilisti si fermava per ammirare l’insegna nei dettagli. La luminosità e l’originalità delle insegne al neon di Anthony avevano catturato l’immaginazione del pubblico, segnando l’inizio di un nuovo capitolo nella diffusione di questa forma di illuminazione innovativa oltre i confini europei.

Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti vantavano circa duemila fabbriche di tubi e cinquemila soffianti attive. Questo fervore industriale era in gran parte attribuibile agli sforzi di Claude, che nel 1924 aveva fondato la sua società, intraprendendo una politica ambiziosa di espansione delle sue attività all’estero, con particolare attenzione agli Stati Uniti.

Parigi, 1913 neon

Inizialmente, Claude occupò una posizione di monopolio sul territorio americano, cercando attivamente di proteggere la sua invenzione attraverso brevetti e perseguendo coloro che tentavano di replicarla. Ma gli statunitensi iniziarono a acquisire la conoscenza della tecnologia, e a livello culturale e accademico, gli Stati Uniti assunsero il neon come parte integrante della loro eredità. Con la crescente popolarità del neon e la diffusione delle insegne luminose, la richiesta di professionisti qualificati divenne sempre più impellente. La fine dell’impero Claude coincise con la scadenza dei suoi brevetti nel 1932, aprendo la strada alla proliferazione di creatori di insegne, spesso provenienti dal precedente staff della Claude Neon. Tra loro, Edward Seise fu un personaggio rilevante: nel 1930, fondò l’Egani Institute (Eddie’s Glass and Neon Institute) a New York, formando numerosi soffiatori di vetro. In quegli anni, numerosi neon rappresentavano autentici capolavori artigianali, mentre le luminose mongolfiere della Goodyear solcavano il cielo. Già nel 1934, si contavano oltre 20.000 insegne neon tra Brooklyn e Manhattan.

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